L. Mikelle Standbridge

Mikelle Standbridge è nata a Los Angeles nel 1965. A seguito degli studi alla San Francisco State University, si laurea in Arte. Successivamente presso l’Università di Parigi studia Storia dell’Arte e della Fotografia e, nel 1996, consegue un Master in Fotografia presso l’Università di Chicago. Finiti gli studi, ottiene diversi riconoscimenti artistici ed insegna Fotografia presso il Columbia College di Chicago, trasferendosi poi a Milano nell’anno 2000. Tra i premi conseguiti segnaliamo nel 2012 la menzione in finale al Nikon Talent Italy per la sezione Architecture/Landscape e l’Honorary Mention for Low-Light Photography, dell’International Photography Awards-Lucie Foundation di Los Angeles. Nel 2013 è finalista nella sezione fotografia sperimentale all’International Fine Art Photography Award /Grand Prix de la Découverte di Parigi. Tra le mostre personali più recenti si segnala: L.E.D. Lightscapes, Galerie Spéos presso il Photographic Institute, Parigi (2013); Milano Scorre Luce, a cura di R. Mutti, Acquario Civico di Milano (2011). Tra le mostre collettive segnaliamo Tracciati presso Gli Eroici Furori, Milano (2015); Photissima Festival, Ex Manifattura Tabacchi, Torino (2014); Sguardi Rivelatori, a cura di R. Mutti, presso Ass. Plana, Spazio Cappellari e Spazio Oberdan, Milano (2014); Contemporary Art Auction, Sotheby’s, Milano 2014; Figura Aqua, La Forma dell’Acqua allo Spazio Ex-Fornace, patrocinata dal Comune di Milano a cura di Alessia Locatelli e Maria Rosa Pividori, Milano (2014). Le opere di L. Mikelle Standbridge sono in collezioni private e pubbliche nel mondo, inclusa la prestigiosa Bibliothèque Nationale de France.
Nel 2019 L.Mikelle Standbridge espone a Gli eroici furori nella personale Photo-Bodies, cui segue nel 2024 la personale Photo Tropes ( Archetypes for post photography ), mostrando la sua attitudine verso sempre nuove ricerche che la portano al di là della fotografia.

 

L.Mikelle Standbridge, fotografa americana ma italiana di adozione, presenta un progetto che si sviluppa attorno al dialogo metaforico tra l’inseparabilità della pelle e l’individuo, così come l’immagine dal suo supporto. Le stampe diventano materia fotografica grazie all’uso di supporti che ne rendono la matericità, su cui la fotografa interviene modificando e cucendo; così come la pelle – inseparabile dal suo “supporto” – subisce nel tempo modifiche ed alterazioni, siano esse volontarie come per un Tatuaggio, o necessarie, come accade per una cicatrice. Nascono da questa riflessione i soggetti delle stampe in mostra. Un lavoro che si pone come obiettivo quello di evidenziare la connessione costante e osmotica che viene a crearsi tra le emozioni intime e quelle esterne di derivazione sociale. Un dialogo che ritrova nella metafora dell’immagine stampata e nel supporto il suo completamento progettuale.

 

Alessia Locatelli

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