My Dark Ecology

Manuela Carrano

a cura di Jacqueline Ceresoli e Silvia Agliotti

22 febbraio – 15 marzo 2017

inaugurazione: mercoledi 22 febbraio 2017, ore 18,30

ORARI MOSTRA: mar – ven 15,30 – 19 | Sabato e Mattina su appuntamento

in collaborazione con    

M. Carrano – Un nuovo mondo

La mostra a Gli eroici furori presenta nuove opere di Manuela Carrano, che si ispirano alle teorie del filosofo ecologista Timothy Morton e alla sua “dark ecology”. Secondo questa teoria tutte le variazioni climatiche che devastano la Terra sono causate dall’uomo, considerato un essere non più superiore agli altri viventi, in quanto causa della sua stessa rovina.
Una serie di opere danno prova della “dark ecology” di Carrano, che avanza una speranza rispetto a Morton: i suoi ritratti portano segni di trasformazioni e mutamenti, la Natura entra con forza e modifica tratti e fisionomie, ambienti e città portano i segni dell’immaginario fecondo dell’artista. Ricostruire dunque dopo le devastazioni. Il pennello di Carrano, con uno stile quasi neo-rinascimentale, viaggia dentro a uno spazio senza tempo, con un tempo metafisico, un tempo della memoria. L’alleanza tra uomo e Natura quando si compie porta alla salvezza. Considerazione e auspicio. In risposta alle rovine gli alberi statuari e le nature entrano nelle nostre vite, nelle città, quando non ci fanno da alcova e rifugio.
Gli alberi segnano il passare del tempo, tra lo stratificarsi delle cortecce e le pieghe dei rami. Testimoni muti dei passaggi epocali. Emettono l’ossigeno necessario a farci respirare. Come Nel “Bosco di domani”, esposizione di grandi alberi che inaugura a Malpensa il 1 Marzo, quasi in contemporanea con questa a Gli eroici furori. Le opere di Carrano, fedeli nonostante tutto al grido “fight for beauty”, testimoniano il punto di vista di un’artista che ci invita a riflettere su un tema scottante della nostra contemporaneità, mostrando di essere un’artista che non si arrende.

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Manuela Carrano vive e lavora a Milano.
Dagli anni ’90 si dedica alla ricerca e al perfezionamento di diverse tecniche artistiche: affresco, pittura a olio, disegno, acquaforte e scultura. La sua ricerca trasversale e polimaterica unita alla passione per il viaggio la porterà a stabilirsi temporaneamente a New York dove viveva il padre e dove introduce la fotografia e realizza installazioni, al suo ritorno a Milano espone alla gall.Eos “L’estate Indiana”. Nel 2000, ritorna al disegno incentrando il suo lavoro sulla figura umana. Dal 2004 lavora intorno all’idea di “rammendare” concettualmente il passato con il presente, attraverso la stampa su lino di fotografie vintage sulle quali interviene con il ricamo, la pittura e gli spilli, con questi lavori viene invitata dalla galleria” Fotografia italiana” di Milano, mentre del 2007 è il ciclo di opere Mondo Perfetto (pittura e fotografia) che espone fra Londra, Amburgo e Zurigo. I lavori sul corpo e i paesaggi urbani, surreali e apocalittici vengono presentati dalla galleria Guastalla e dalla Fondazione Catella di Milano, partecipa inoltre alla Biennale del 2009 a Mantova. L’autrice alterna opere site specific, light box, a grandi installazioni che investigano la contemporaneità nei suoi aspetti più critici. La relazione tra naturale e artificiale, l’ibridazione tra uomo e natura, la violenza, l’istinto distruttivo dell’uomo e la precarietà dell’ecosistema causato dall’uomo, sono i suoi temi ricorrenti che le hanno procurato l’invito a partecipare alla mostra “Le immagini affamate” al Museo Archeologico di Aosta. L’Albero, è un codice ricorrente nel suo lavoro, presentato anche al Museo di Trento (2012). Sue opere sono presenti al Parco dell’Arte dell’Idroscalo di Milano e a Palazzo Lombardia di Milano. A Gli eroici furori arte contemporanea presenta nel febbraio 2017 “My dark ecology” in contemporanea con “Il bosco di domani” a Milano Malpensa.

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