Un'ampia selezione di opere, fra dipinti e carte, presentano i risultati della ricerca recente di Alfredo Casali.
Sottile interprete di un mondo sospeso, fatto di pochi, circoscritti oggetti della memoria, di interni-esterni senza pareti, case senza soffitti, esposte al vento e alla pioggia in un mondo dove le nuvole hanno sembianze umane e gli arredi di ogni dimora galleggiano nell'aria come in assenza di gravità, Casali non finisce di stupire con il suo repertorio di sogni. Immagini oniriche che citano molta pittura visionaria di tutti i secoli, da Bosch a Redon, da Chagall a Licini, con un occhio di riguardo per gli esiti di una certa poesia visiva degli anni Settanta. In questo senso il suo linguaggio grafico, in punta di pennello, a tratti illustrativo e calligrafico, si fonde con brani più liquidi in cui la materia stesa ad ampie campiture restituisce atmosfere, grandi cieli nei colori della nebbia (padana!), del fumo e del temporale. Blu inconfondibili, usciti dalla sua tavolozza, si mixano, negli ultimi lavori, alla riscoperta di toni più chiari, nella gamma delle creme, che sembrano spostare la scena dai paesaggi del nord verso terre più asciutte e deserte, dove anche il gesto cambia linguaggio in direzione di modi più informali e astratti.